Incontriamo le professioni: la storia di Chieti raccontata da Paolo Rapposelli

Siamo abituati troppo alle parole e troppo poco all’osservazione”. Con questo omaggio allo storico e saggista teatino Camillo Gasbarri si è aperto l’incontro con il prof. Paolo Rapposelli organizzato dal Convitto “G. B. Vico”, diretto dal Rettore Dirigente scolastico Paola Di Renzo, nell’ambito del ciclo di incontri “Incontriamo le professioni”.

Paolo Rapposelli, docente e autore del libro “Bivio per Chieti. Frammenti di storia cittadina” che ha dato il titolo all’evento, ha incontrato gli alunni della scuola per condividere il valore della ricerca storica come importante strumento per poter comprendere il presente.

Trovarsi di fronte a un bivio vuol dire trovarsi di fronte a una scelta, è una responsabilità davanti alla quale tutti noi, come cittadini, siamo chiamati a impegnarci per il bene comune e per difendere e preservare la memoria storica” afferma Rapposelli, riferendosi all’impegno al quale tutti noi siamo invitati nel momento in cui ci troviamo di fronte alla scelta di difendere il passato come valore inestimabile per comprendere il nostro presente o a quella di non prenderne atto. Ciascuno di noi infatti nell’arco della propria vita si trova in più occasioni di fronte a un bivio, a dover compiere cioè delle scelte importanti di carattere personale o riguardanti il proprio percorso formativo o professionale, ed è importante che tali decisioni vengano assunte in coerenza con i nostri valori e nel rispetto del nostro vissuto e delle nostre esperienze.

Come afferma Rapposelli, spesso la tecnologia ci distrae e ci distoglie dall’attività che meglio contribuisce alla creazione di una memoria, ossia l’osservazione; quando invece ci fermiamo ad osservare, gli elementi architettonici, le decorazioni e l’arte che ci circonda ci raccontano una storia. Trovarsi di fronte alle bellezze storiche e artistiche della nostra città significa appunto decidere se accogliere o meno il loro invito a difenderne la memoria, semplicemente raccontandola e tramandandola e non lasciando inascoltata la sua voce che ci parla dal passato.

Rapposelli ha dedicato oltre dieci anni allo studio di queste bellezze e alla raccolta di materiale archivistico riguardante la storia di Chieti, proprio perché di fronte a questo bivio ha deciso di rispondere alla chiamata della storia e della memoria e alla missione di condividerla con gli altri.

Credo che ognuno di noi riceva tanto dalla propria città, ed io ho deciso di restituire alla mia una piccola parte di ciò che ho ricevuto andando nelle scuole a parlare di lei e di come è cambiata nel tempo” afferma mostrando agli alunni foto antiche e fonti archivistiche riguardanti diversi luoghi rappresentativi di Chieti e raccontando come questi si siano trasformati nel corso dei secoli per rispondere ai cambiamenti dello stile di vita delle persone e delle innovazioni tecnologiche, dei servizi e dei trasporti urbani.

Il passato è sempre causa - o concausa - del futuro, se non conosciamo ciò che è stato non potremo comprendere nè ipotizzare ciò che sarà. Disponiamo della memoria del passato per merito di chi ci ha preceduto e ha trasmesso la propria conoscenza storica alle generazioni a noi precedenti attraverso la memoria; allo stesso modo, le generazioni che seguiranno potranno vivere di questa memoria grazie al nostro impegno nel trasmetterla e condividerla.

L’importanza della memoria storica sta nel donarci la possibilità di sospendere il giudizio nei confronti del passato e di chi l’ha vissuto, ci insegna quindi il valore della diversità che attraversa i secoli. Quella diversità che è parte integrante della nostra realtà sempre più multietnica e che dovremmo guardare come ricchezza, come un invito a guardare il mondo da punti di vista sempre differenti e ad abbattere stereotipi, pregiudizi e barriere di ogni tipo.

Durante l’incontro sono state mostrate antiche foto di dettagli architettonici tratte dal libro dell’autore che raccontano la storia della città e di edifici importanti del centro cittadino come lo stesso Convitto, che nel passato era il Convento dei padri Scolopi, i quali ospitavano ragazzi volenterosi ma che non avevano i mezzi necessari per studiare. Nella parte conclusiva, l’incontro è stato arricchito dalle curiosità e domande degli alunni, protagonisti di un vero e proprio viaggio nel tempo.

Incontriamo le professioni: la storia di Chieti raccontata da Paolo Rapposelli
Incontro con Paolo Rapposselli L'autore L'autore con due alunne Omagg