La Settimana dello Sport e del Benessere al Convitto G.B. Vico: lo sport come palestra di valori e competenze per la vita”
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“Non devi essere sempre il migliore, ma devi dare sempre il meglio” affermava il famoso allenatore di pallacanestro e cestista statunitense John Wooden. Una frase che racchiude in sé il senso più profondo di ciò che lo sport può e dovrebbe rappresentare per le giovani generazioni, ossia uno spazio di condivisione dei valori di altruismo, cooperazione, sana competizione e dell’importanza di stare insieme. Lo sport come occasione per sperimentare e sperimentarsi, porsi al servizio della squadra, impegnandosi con il solo obiettivo di mettersi in gioco e migliorare sé stessi affrontando ogni piccola sfida come occasione di miglioramento e di crescita personale e relazionale, indipendentemente dal risultato. Un antidoto contro i miti illusori del perfezionismo e della performance, spesso diffusi dai mass media e veicolati da role-model poco esemplari attraverso i social. Sono proprio questi i valori promossi dalle attività della “Settimana dello Sport e del Benessere” organizzata dal Convitto Nazionale “G. B. Vico” di Chieti dal 26 al 30 gennaio per gli alunni della scuola secondaria di primo grado in collaborazione con enti, associazioni sportive del territorio e professionisti di diversi campi del sapere attinenti il mondo dello sport, della salute, della scienza e dell’arte in genere. Lo sport in quanto luogo di apprendimento è una vera palestra di vita attraverso la quale i ragazzi possono apprendere soft skills fondamentali per la vita quotidiana, lo studio e il proprio futuro lavorativo. Attraverso l’allenamento e la competizione imparano a lavorare in quadra e a collaborare con gli altri per il raggiungimento di un obiettivo comune; il rispetto dei ruoli assegnati e delle proprie responsabilità, in campo e fuori; la disciplina e il senso dell’impegno, che si trasformano nella costanza e nello spirito di dedizione che possono portare a raggiungere risultati migliori. Fare sport insegna anche a gestire meglio lo stress in situazioni di maggiore pressione, a rivalutare i propri errori come nuovi punti di partenza per migliorare e sviluppare maggiori autocontrollo e resilienza. Vengono inoltre potenziate competenze di leadership e comunicazione efficace. Dunque lo sport può attivare un circolo virtuoso che porta ad applicare i valori appresi anche nello studio e a sviluppare una nuova conoscenza di sé e delle proprie capacità utile a sua volta a rafforzare lo spirito di squadra e di team e a crescere non solo come atleti ma come persone più consapevoli. Nell’arco della Settimana dello Sport e del Benessere organizzata presso gli spazi del Convitto e altre strutture esterne individuate dalla scuola, gli alunni hanno partecipato ad attività di basket, calcio, sci, ping-pong, biliardino, pallatamburello, pallavolo. Parlare di sport vuol dire anche e soprattutto parlare di salute e di come lo sport, insieme a una maggiore attenzione da parte del singolo verso il proprio benessere psicofisico e un’alimentazione più sana, possano creare le condizioni per un migliore equilibrio personale. A questo tema sono stati dedicati l’incontro “La cura che passa per il cibo” della dott.ssa nutrizionista Chiara Garrubba e il laboratorio sull’alimentazione del prof. Andrea Marcotullio; il laboratorio sulla conoscenza del corpo del dott. Andrea Miscia, fisioterapista, e quello sulla corretta postura tenuto dal dott. Marco Strona, posturologo; l’incontro “Salute in movimento” sui benefici dell’attività fisica contrapposti alla sedentarietà come fattore predisponente delle patologie metaboliche, tenuto dal dott. Alessio Del Torre, chinesiologo; i laboratori sul movimento corporeo e sul tema della motricità dei prof. Marcello Marchetti e Alessio Gobbi; l’incontro sul tema delle dipendenze tenuto dalla dott.ssa Maria Rosaria Di Bernardo; gli incontri dei dott. Filippo D’Antonio e Claudia Del Giudice, odontoiatri, e del dott. Francesco Ricci, infettivologo; il laboratorio di scienze tenuto dalla prof.ssa Marilisa Sulpizio. Sport fa rima anche con “bellezza”, intesa non solo come estetica del corpo ma come dinamismo, gesto atletico e armonia dei movimenti, coordinazione; la bellezza di un salto, di un passaggio o di un cross fatto al momento giusto; quindi un concetto di bellezza che rimanda al tempo stesso a quello di funzionalità. Come scriveva Platone in uno dei suoi dialoghi, “Ogni cosa è bella quando compie bene la funzione per cui è fatta”. |
Così come un movimento è bello se adeguato allo scopo per cui viene compiuto, lo sport è bello se funzionale allo sviluppo di sé e dei valori ai quali abbiamo fatto riferimento. Così la bellezza nasce dall’allenamento, dallo sforzo e della perseveranza costanti verso il miglioramento, dalla ripetizione del gesto atletico che diventa gesto virtuoso, è la bellezza del percorso e non solo quella del risultato. Una bellezza che è anche etica e umana e che si rivela nel rispetto dell’avversario, nel fair play, nella lealtà, nella capacità di accettare la sconfitta così come di gioire senza arroganza per la vittoria, di superare i propri limiti e paure; la bellezza che mostra il proprio lato migliore in classe, in campo, nella vita. È quindi importante educare i ragazzi a riconoscere nello sport tale bellezza, partendo da alcuni dei luoghi principali della sua massima espressione, ossia l’arte, la danza e la musica. Questo l’obiettivo dell’incontro “L’arteterapia in azione: un pittore racconta” tenuto da Antonello Favata, noto pittore, scultore e mosaicista teatino; delle sessioni di danza caraibica organizzate dall’associazione Siler Dance Asd e dei laboratori di musica del prof. Loris Medoro. Inoltre, i laboratori di uncinetto, di calligrafia e sul tema della gentilezza hanno insegnato ai ragazzi che la bellezza risiede anche nella precisione del gesto, nella giusta tecnica e nella pazienza di saper attendere il risultato valorizzando tutti i passaggi del percorso. Lo sport è anche e soprattutto emozione: quella positiva data dal vincere insieme, di impegnarsi per qualcosa di più grande che vada al di là della vittoria e del risultato, o quella negativa della sconfitta. Se non gestite correttamente, le emozioni possono trasformarsi da elementi motivanti a ostacoli e veri e propri freni al miglioramento: il laboratorio tenuto dalla prof.ssa Cristina Lizzi ha approfondito quindi il tema della corretta gestione delle emozioni. insegna anche a non lasciare indietro chi ha difficoltà, a tendere una mano in caso di bisogno, a offrire il proprio tempo ed energie senza un ritorno personale ma semplicemente per il bene dell’altro o della squadra, a sviluppare empatia; piccoli gesti che, se ripetuti, possono creare grandi legami e un maggiore senso di appartenenza. Gesti che esprimono i valori alla base della cultura del primo soccorso dell’organizzazione di volontariato Misericordia Chieti OdV, ospite della scuola in uno degli eventi in calendario. Durante l’incontro rivolto ai ragazzi sul tema del primo soccorso è stato dato particolare risalto a uno dei concetti fondamentali della cultura organizzativa della Misericordia: "L'importante, per chi fa del bene, non è essere riconosciuto ma aiutare gli altri". Ovvero, è importante che l’aiutare gli altri non sia strumentale a un ritorno personale ma un fine in sé, indipendente quindi da chi sia la persona soccorsa e da chi sia il soccorritore. Un messaggio importante in un mondo attuale dove spesso l’atto del dono e di volontariato sono resi pubblicamente strumenti di influenza sociale e di auto-promozione e il più delle volte finalizzati a ottenere qualche follower in più, snaturando l’autenticità di un atto alla base dell’empatia umana. Oltre ad aiutare, è importante anche saper riconoscere quando non ce la possiamo fare da soli e quindi saper chiedere aiuto: in classe come nella vita non sempre siamo in possesso di tutte le competenze necessarie per superare una sfida, è importante quindi riconoscere che chiedere aiuto non è sintomo di debolezza, ma di forza interiore. La “Settimana dello Sport e del Benessere” ha dunque rappresentato per gli alunni un’occasione importante per sviluppare un senso di cittadinanza attiva e per sperimentare quanto nello sport possano essere individuate forme autentiche di bellezza e di crescita personale destinate a lasciare un segno duraturo anche fuori dal campo di gioco. L’iniziativa sarà ripetuta nei giorni dal 9 al 13 febbraio per gli alunni delle classi primarie della scuola. |
La Settimana dello Sport e del Benessere al Convitto G.B. Vico


