Il progetto “Scuola Gentile” al Convitto G. B. Vico: coltivare i valori gentili per il benessere organizzativo e sociale

La scuola non è solamente un luogo educativo ma anche un ecosistema di relazioni dove un clima di sicurezza psicologica e di benessere relazionale sono le fondamenta per un apprendimento generativo. Un ambiente di lavoro basato sul rispetto, sulla fiducia reciproca e sull’attenzione verso le persone che vi operano ha sicuramente un riflesso positivo e immediato: migliora la qualità educativa e fortifica il legame tra colleghi, tra la comunità educante e gli alunni e le loro famiglie. È con questa consapevolezza che il Convitto “G. B. Vico” ha avviato una giornata di formazione rivolta al personale educativo, guidata dalle formatrici di “Scuola Gentile”. Il progetto nasce in collaborazione con Daniel Lumera, biologo naturalista e riferimento internazionale nelle scienze del benessere, per promuovere la gentilezza come valore scientifico e sociale e i valori e i vantaggi di quest’ultima a livello personale, relazionale e collettivo.

Il team di Lumera collabora da anni sia con i comuni d’Italia sia con le istituzioni scolastiche con l’obiettivo di integrare la rete nazionale delle “Scuole gentili” attraverso un percorso che trasformi concetti come gratitudine, ottimismo e interconnessione in pratiche quotidiane, guidando le singole scuole a sviluppare una propria progettualità mediante un processo di co-creazione di buone pratiche di gentilezza.

Il processo si snoda su quattro livelli progressivi. Si parte da una dimensione “intrapersonale”, allenando i “muscoli della gentilezza” attraverso la riflessione individuale. Mediante il livello “interpersonale” si traducono i valori della gentilezza nel rapporto quotidiano tra colleghi, tra il personale educativo e gli alunni e tra gli studenti stessi. Il terzo livello è quello collettivo, che mira a generare valore per la cittadinanza attraverso la diffusione di buone pratiche gentili. Il quarto livello riguarda la dimensione “transpersonale”, che consiste nell’abbracciare la propria dimensione personale ed esistenziale per riscoprire relazioni autentiche.

La trasformazione non sarà solo relazionale, ma anche fisica e vedrà un’evoluzione di alcuni spazi del Convitto che ospiteranno installazioni multimediali che permetteranno di accedere via smartphone a contenuti relativi a come agire e condividere le buone pratiche, una sala dedicata a percorsi di meditazione e il giardino del chiostro interno sarà ridisegnato. Questi luoghi diventeranno simboli di un impegno concreto, affinché ogni piccolo gesto di gentilezza possa mettere radici e fiorire in una comunità educante più coesa e consapevole.